Casa-infanzia

15/09/2015

L’INIZIO

13 settembre 2015. Nella mia vita emerge chiaro il SI nei confronti dell’educazione coinvolta di nostro figlio. Non più il “ruolo” di genitore, ma la presenza. Vera. Basta illudersi di fare i genitori. Voglio che lo SIAMO. E credo che il cervello, l’anima e la vita non ragionino a sfumature di grigio, ma semplicemente così: TU SARESTI TUTTO BIANCO, e tutto ciò che ti “sporca”, sia esso più o meno grigio, non necessariamente nero…, è comunque pur sempre “NON-BIANCO”. Ecco. Non voglio più vivere raccontandomi che “ma si, dai, non è poi così nero”… Eh, no!!! Il parametro si inverte e la domanda non è più “Qual è la cosa meno peggio?” (ovvero “Qual è il grigio più chiaro?”)…ma diventa invece la spettacolare richiesta: “Dove sta il meglio per me, per noi e per la/e nostra/e vita/e?” (ovvero “Dov’è il TUTTO BIANCO?”). Voglio dire…se mangi una pietanza ti accontenti si dai…non è poi così schifosa…o vuoi che sia BUONA!!!??? Ecco, per la mia vita non mi accontento, voglio che sia BIANCA, bella, piena, VIVA!!! A scanso d’equivoci o fuorvianti elucubrazioni socio-condizionate, ci tengo a sottolineare che la metafora del TUTTO BIANCO non sottintende l’assenza di emozioni negative, né l’assenza di momenti difficili. Il Bianco sta a indicare ciò che è adatto a noi, ciò che la vita ci chiama ad essere, il senso per cui siamo qui ed esistiamo. I grigi e il nero invece simboleggiano i momenti in cui non ci diamo ascolto, non crediamo in noi stessi, ci lasciamo condizionare dall’esterno, ricattare, vincolare (anche a “fin di bene”…così si crede molto spesso nella nostra società piena di parametri di giudizio e di confronto), per finire col coprire sempre di più la nostra innata luminosità, il nostro tutto-bianco.

E per iniziare il percorso di cambiamento, di de-condizionamento, di liberazione del potenziale soffocato o latente…beh, che resta da fare se non iniziare? In qualsiasi modo, incontro a qualsiasi dubbio, paura, possibilità di “errore”…ma iniziare. Smettere di stare fermi o di ostacolarsi la possibilità di una vita piena, piena di senso, profondamente felice. E allora iniziamo. Azione. E non come metafora cinematografica. Azione, agire. Basta parole, pensieri, progetti, “farò”, “voglio fare”, “ho intenzione di”. Spazio ad una nuova prospettiva che suona proprio bene cantando così: “Questo vuole la mia vita, eccomi” “Questo è il mio percorso, parto” “Questa è la mia vera me, ti ascolto”.

Avevo detto che ci sarei dovuta essere il 13 settembre a “Tutta un’altra scuola”, iniziativa nell’ambito di “Armonia della natura” a Prato (PO). Nonostante una titubanza dovuta alla quantità di sonno accumulato con alto rischio di non reggere le ore di auto e trovarmi sfinita con in vista un’altra settimana di lavoro e levate ancor prima dell’alba, ho deciso di andare, con o senza accompagnatori, ma con mio figlio Francesco di sicuro. Non importava nemmeno non riuscire a seguire le conferenze. Dovevo esserci, volevo esserci. Ci sarei andata, punto. E così è stato. Dentro di me sapevo che sarebbe stato più d’impatto l’effetto di energia positiva rispetto all’effetto sfinimento fisico, e infatti eccomi a scrivere invece di andare a dormire, nonostante non solo abbia dormito meno del dovuto da una settimana ormai, ma anzi, abbia dormito ancora meno anche in queste ultime due sere! E ok…mi dovrò fermare perché voglio bene al mio corpo, al mio tempio, ma questo per dire quanto nella vita conti di più la motivazione rispetto alla realtà prevista. Altre volte a lavoro ero molto più sfibrata nonostante avessi dormito le ore necessarie, ma se la motivazione viene a mancare si è molto più zombie perché si vorrebbe “andare a dormire dalla vita!” per fuggire da quel chissà cosa che sappiamo non essere la nostra pienezza di senso…e non tanto per il bisogno di sonno in sé come ritmo circadiano e necessità fisica. E per me anche questo aspetto è conferma della correttezza del percorso.

E allora eccoci a Prato, con un’ora abbondante di ritardo, ma presenti. Ci sarebbero stati anche laboratori, e quindi ancor di più volevo esserci, anche se non per le conferenze. Sentiamo già tante parole, ed è sempre molto utile confrontarsi ed esternare per far crescere la consapevolezza individuale e collettiva…ma per me in questo preciso momento non erano importanti tanto le parole quanto piuttosto l’evento in sé. La gente radunata per uno stesso scopo, o radunata per crearne uno nuovo e collettivo, ma tutta gente con la voglia di vita, di mondo migliore, di gente felice, di relazioni sane, di crescita nella felicità e nella ricerca di Amore e di senso. La giornata è passata serenamente, non ho voluto darmi né darci ritmi pressanti, o pretesa di sentire tutto, vedere tutto, capire il più possibile. No. Calma. Ascolta i ritmi che ti vengono spontanei. E tutto ciò che potrà o dovrà essere, che sia. E se sarà quel che dovrà essere, allora sarà come seme su terra fertile. Inutile cercare il tanto che diventa troppo…per poi restare con quasi niente. Poco, fatto bene. Così è trascorsa la giornata, dicevo, serenamente e spontaneamente, a godere la bellezza di due saloni sovraffollati di gente ad informarsi su una nuova pedagogia per il bene dei nostri figli, il bene nostro, il bene di tutti e di tutto il mondo, a rimirare e vivere lo splendore di laboratori creati ad hoc e anche “laboratori” permanenti creati nel piccolo bosco che aveva davvero un che di incantato. Una giornata circondati di un sacco di adulti accompagnati dai loro bambini. Co-presenza, co-esistenza, co-gestione (invece di congestione!). Mi sembrava un villaggio. Spettacolare.

E sono tornata…home-schooler!

Decisione presa, cammino chiaro. Anche senza il consulto del marito. Le sue eventuali resistenze così come le eventuali resistenze del resto del mondo sarebbero diventate parte del percorso, dei passi da fare e dei gradini da salire per arrivare a vedere oltre. Ma questione di gestione…non di scelta per il si o per il no. E non tanto per categoricità. Perché anche oggi, che è il 3° giorno della nuova strada che stiamo percorrendo, ho detto che se si scegliesse di mandarlo alla scuola lo si potrebbe anche fare. Ma il punto cruciale diventa allora il capire questa cosa: se “intanto lo mandiamo perché non siamo pronti”, quando mai pensiamo di sentirci pronti? Per quanto tempo vogliamo restare nell’illusione di non essere all’altezza, di non avere gli strumenti, di essere inadeguati… Siamo esseri a immagine e somiglianza del nostro Creatore….ma vuoi dirmi che non riusciamo a trovare un modo per percorrere la strada che riteniamo essere ignota? O forse sarebbe meglio vederla come un “Finalmente iniziamo la strada che ci porterà alla scoperta”!!! Che poi se ci pensiamo fa sempre molto “figo” sapere di una scoperta…dietro la quale, pensa un po’, di sicuro ci sarà stato un mare di ignoto, di dubbio, di incertezza, sennò che scoperta sarebbe stata se si fosse saputo tutto già dal principio? Chi arriva alla scoperta è semplicemente chi non si è fermato al dubbio ma si è messo in cammino, e si è messo in dubbio ma senza dubitare di sé e delle proprie potenzialità (quindi ha messo in dubbio il suo “essere-così-in-questo-momento”…non se stesso e il proprio imprescindibile e inestimabile nucleo interno di essere umano e figlio divino…nonché co-creatore se ci pensiamo, mica niente!!!). E allora ecco arrivato il momento di volere il meglio. Di non accontentarsi “perché così è per adesso”…ma se nessuno inizia mai il percorso diverso come pensiamo che possano cambiare le cose?

Quindi GRAZIE. Ecco un nuovo inizio.

Grazie alla vita. Grazie all’evento organizzato domenica. Grazie al giovane angelo di nome Maria che mi ha fatto compagnia domenica (così anche il viaggio in auto è stato meno pesante e più gestibile). Il potenziale di questa ragazza è molto meno soppresso del normale, e questo la rende potenzialmente più veloce e leggera nel cercare e raggiungere il “Essere il meglio di se stessa seguendo la natura che mi appartiene”.

HOMESCHOOLING!

Ne avevo letto qualcosa, mi era sempre piaciuto di per sé, ma a dire il vero non ci avevo mai davvero pensato per calarlo nella nostra esperienza. E infatti eccolo lì, il percorso. A essere lui a dirmi “percorrimi” senza che io ci avessi fatto elucubrazioni, pianificazioni, aspettative, studi mentali… Fenomenale.

Con domenica è stato chiaro. Appena arrivata al tavolo dove c’era un libro titolato “Homeschooling” e un altro in modalità fiaba con titolo “Il mondo è la mia classe”, non ho avuto dubbi nel dialogo con la mia “voce interiore” (o sesto senso…chiamatelo come volete…è quello che se non lo ascolti poi ti trovi a dirti “Ecco…lo sapevo…dovevo ascoltarmi”). Dovevo avere quel libro. Un po’ di tirchiaggine ha teso un agguato, ma io l’ho cacciata. Quello era il momento. Devo prendere quel libro, era serenamente ovvio e chiaro. Francesco, dal canto suo, aveva puntato già un metro prima di me quello in modalità fiaba. Lui diversamente da me non avrà avuto la breve intrusione della tirchiaggine…ma per il resto per entrambi è stato chiaro ciò che dovevamo avere tra le mani da lì a qualche minuto. Gli occhi cadono sul cartellino dove c’è scritto il prezzo per entrambi i libri. Portafoglio, soldi, e li prendo entrambi. Nessun dubbio, stupendo. Che non vuol dire nessuna esitazione…ma chiarezza di ciò che doveva essere. Chiarezza che mi ha permesso di superare serenamente quella piccola esitazione economica (ma ero preparata a poter spendere qualcosina…i temi erano troppo importanti per rischiare di non potermi permettere un libro o un sussidio!)

E al ritorno in auto arriva la decisione. E ora lo dico e lo scrivo, perché nemmeno su questo ho avuto dubbi. Francesco non inizierà la scuola dell’infanzia mercoledì, come avrebbe dovuto. Non importa nemmeno che un cambio di programma venga fatto tre giorni prima dell’inizio. Non importa nulla quando il percorso è quello. Non importa più null’altro perché sai che quella è la via. Puoi non sceglierla, …ma quanto stupida sarei a trovarmi a ripetermi e rivedermi a fasi cicliche nella situazione di insoddisfazione, di dubbio di non star percorrendo la strada giusta, di dovermi ascoltare…eh…ricordati…totalmente BIANCO!!! Non importa se è anche solo per pochino che non ti dai ascolto…fosse anche solo per quel pochino, ma stai tradendo il tuo total-white, lo stai sporcando…ripeto…anche solo poco, è pur sempre sporco. Che poi volendo si potrà far la fatica di ripulire…ci sta…ma ne sto pulendo talmente tanto di sporco in questo periodo che è ora di iniziare a vedere sempre più bianco, a goderne di questo nuovo status, e quindi posso anche pensare di non voler più fare la stupidaggine di sapere cosa sporcherà il mio bianco e accettare ancora di incapparci…eh no, io voglio vivere, non sopravvivere! E nemmeno passare la vita a non ascoltarmi, tradirmi e auto procurarmi tristezza ed insoddisfazione. E’ arrivato il momento. Questa è la mia vita, mi parla, mi vuole, e anch’io mi voglio. Basta fuggire da me stessa, dal mio potenziale, dalla mia bellezza. Siamo tutti fenomenali, me inclusa. E…amo il prossimo mio come me stessa? Sempre di più, da quando amo me stessa!

Terrò un diario di questa esperienza, a partire da ciò che ho già scritto, dall’inizio-inizio. Perché una bellezza del genere non può trascorrere troppo in fretta, non può passare con troppa poca consapevolezza, e merita di non essere data per scontata.

Al sapere di questa scelta Andrea (mio marito) mi dice. Va bene, però va fatta bene, prepara un piano formativo! Allora…partendo dal presupposto che la considero più UN-schooling che home-schooling, trovo risonanza positiva nel fatto di ufficializzare il perché di questa scelta, i presupposti, i motivi della scelta e la realtà a cui ci dovrebbe portare. Ufficializzare aiuta a non perdersi per strada nei momenti difficili, ad avere un punto di riferimento con se stessi, nel caso non si fosse ancora abbastanza de-condizionati e liberi da avere la forza di mantenersi serenamente coerenti con il proprio percorso senza lasciarsi mandare in crisi dalle difficoltà (che ci saranno, e che saranno proprio i motivi di crescita, ma che proprio per questo motivo devono esistere, e non per far saltare in aria il percorso stesso grazie al quale esse sono insorte per condurci a un noi migliore e nuovo rispetto al noi attuale o precedente.

Quindi ecco una breve raccolta di punti (la verità è semplice, e se si tratta di narrare è anche bello scrivere, ma se si tratta di parlare del nocciolo della questione è meglio andare dritti al sodo, a scanso di loops mentali fuorvianti):

  • Non è un’alternativa alla scuola né una sua negazione. E’ una scelta di percorso. Quindi vorrò chiamarla “Educazione naturale”, o “Crescita felice”
  • La coerenza con la propria natura, istinto e intuito sono la via, e il discernimento così come la meditazione e la valutazione delle scelte, delle fasi, e delle altre cose non sono altro che mezzi utili alla pulizia da sovrastrutture da socio-storico-condizionamenti e al raggiungimento dell’ascolto del proprio nucleo interno. Non devono diventare mezzi di valutazione che dall’esterno portano a convincersi che quello è il da farsi per qualsivoglia motivo. Sono mezzi di connessione con se stessi, con il senso, con la via (guidati sempre anche dal Divino che c’è in Cielo, in Terra, in noi e negli altri).
  • Se questo principio di rispetto della propria natura viene fatto valere per se stessi, diventerà naturale capire (facendone esperienza viva!!!) quanto fondamentale sia che lo stesso tipo di connessione debba essere conservata quanto più possibile nel bambino e nella sua purezza. Il bambino che va guidato perché ancora inerme per molti aspetti pratici in realtà è la nostra guida se vogliamo sapere cosa è giusto o non è giusto fare per lui, ma soprattutto può divenire anche una guida per ritornare sempre un po’ di più in noi stessi perché ci fa da esempio nel saperne molto più di noi per molte cose di fondamentale importanza, come l’Amore vero incondizionato, la felicità, lo scopo vero dell’essere al mondo per essere amici, vivi, felici. Poter godere della vicinanza di un bambino come guida al ritorno alla nostra purezza, non può che avere del miracoloso se ci si lascia cambiare e se si sceglie di divenire consapevoli seppur nella fatica delle resistenze endogene e degli ostacoli esogeni.
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