Dopo tanto, un po’ di motivazione!

Bentornata voglia di cucinare, ne era passato di tempo! E, come i bambini, anche la mia voglia di cucinare apprezza sempre molto la gratitudine, la rumorosa “allegrezza” dello stare insieme a tavola, il sorriso spontaneo e gratuito che mostra la gioia di essere rientrati al proprio nido, e l’elegante stile inglese di saper valorizzare tutto, eventualmente optando per dei nobili eufemismi che pur facendo notare che una certa cosa non è al meglio di come potrebbe essere, pongono sempre l’accento sul positivo che c’è in ogni cosa.

E dopo un risotto con gli asparagi “a modo mio” (ovvero riso carnaroli integrale bollito a parte e poi crema fatta con asparagi, cipolla e patate -tutto al vapore- a occhio con proporzioni 4:2:1, o forse anche con più asparagi..), ecco che finalmente mi sono cimentata nella crostata vegan!!!

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Risultato ottimo come consistenza e tenuta della fetta, ma a parer mio l’olio extravergine d’oliva non è il più indicato. Sperimenterò con altri olii! E poi proverò a metterci una grattuggiatina di buccia di limone, come d’altronde si fa con le frolle “normali”. E poi ri-proverò con altri aromi, in base alla marmellata! Questa era con un vasetto da 250gr di marmellata di fragole e fragoline di bosco, e cotta in uno stampo da 24cm alla base.

Fonte: http://www.nonsprecare.it/ricetta-pasta-frolla-vegan

particolare fetta:

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Provata la versione con frolla “morbida” (l’autrice del blog ha la ricetta di Montersino). Fonte: http://laboratorioveg.altervista.org/blog/crostata-di-mele/ E questo è il risultato:

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In realtà questa è la seconda crostata, perché con queste dosi mi son venute alla fine 2 torte. La prima l’ho fatta con marmellata di mele, cannella e pinoli (ovvero marmellata “strudeliana”!!). Molto buona, ma impasto tenero…sembra di più una torta che una crostata. Quella in foto è stata fatta così: essendo morbida l’ho stesa su carta forno e poi con pellicola tra la pasta e il mattarello, e si lavorava benissimo. Altezza non più di mezzo centimetro a occhio…anzi, qualcosa meno. Ho cotto la base mezz’oretta scarsa a meno di 180° (era dorata), poi ho aggiunto la marmellata e il “coperchio” (cioè l’ultimo avanzo tirato fino, e ci avevo fatto anche delle decorazioni, ma essendo la pasta troppo morbida ho dovuto ribaltarla, e così son finite dalla parte della marmellata…!!! Beh, immaginavo sarebbe finita così, ma ho sfidato la sorte invece di darmi ascolto.. 😛 ). Il coperchio ha coperto anche il bordo della base, che sennò si sarebbe bruciato. Cotto ancora mezz’ora a circa 160-170° ed era pronta. Non la definirei ancora una crostata, ma era buona, e forse con la marmellata di ciliegie si sposa meglio. Perché con tutto quello zucchero, seppur integrale e di canna, viene comunque parecchio dolce!! (ah, zucchero integrale vero…non raffinato e colorato di caramello…e quello vero è bello umido, tende a impaccarsi e non è cristallino!) Proverò con malto di riso o con sciroppo d’agave. Resto poi dell’idea di voler provare a metterci un po’ di farina di riso per renderla friabile.

Altre versioni da provare in caso le modifiche alle versioni precedenti non funzionassero:

http://www.ariaincucina.com/2013/10/crostata-vegana-con-frolla-al-farro.html

http://giuseppedaniela.wordpress.com/2012/02/23/crostata-al-cioccolato-vegan/

 

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