Piatto unico ben riuscito

Iniziando a mangiare senza glutine non mi andava di tuffarmi sulle paste industriali di mais e riso o versioni varie con quinoa, piselli etc… Le tengo perché credo che anche il ricordo estetico abbia ancora il suo forte valore nella memoria personale, ma da un punto di vista nutrizionale e di gusto trovo sia molto meglio andare ai cereali e pseudo-cereali integrali e integri. Già le loro versioni in farina ci servono per fare dolci, biscotti, e preparati vari, quindi in un primo piatto o piatto unico posso ben tenerli in versione originale 😉

Ed ecco un esperimento ben riuscito, complice una crema di zucca spettacolare. Il riso è semi-integrale, di ottima qualità coltivato nel veronese se non ricordo male.

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Ingredienti:

Riso carnaroli bollito + fagioli borlotti + radicchio rosso precoce stufato + purea di zucca, zenzero e curcuma. Mancava solo il tocco di verde, vada per il prossimo esperimento!

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Teff-burger

Mi sto regalando un trimestre senza glutine. Anche in questo caso lo reputo un tentar-non-nuoce-(anzi). L’intestino sta meglio, e se lo noto dopo aver comunque migliorato di molto l’alimentazione negli ultimi 3-4 anni, vuol dire che una pausa dal cereale onnipresente ci stava, soprattutto dopo aver capito l’abuso che se ne fa quotidianamente e più volte al giorno. E nonostante le varie ricerche e sperimentazioni in ambito culinario “alternativo” che avevo fatto, mai ancora ero incappata in questo strano nome. ho fatto pure fatica a memorizzarlo all’inizio. Eppure questo signorino che sembra avere origine etiope-eritrea ha delle caratteristiche molto interessanti, come leggo nel sito da cui ho tratto la prima immagine (https://www.precisionnutrition.com/encyclopedia/food/teff). Giusto per riassumere: mezza tazza di teff non cotto contiene 12.8g di proteine, 70.6g di carboidrati, 7.7g di fibre e 2.3g di grassi. E’ ricco di vitamina B ed è un’ottima fonte di minerali quali calcio, rame, ferro, magnesio, manganese, fosforo, potassio e zinco. Quindi…TOP!

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Ma come usarlo nel quotidiano?!? Già fatico a usare l’amaranto per la dimensione dei semi…figurarsi questo che ce li ha ancora più piccoli!!! (più piccoli di un millimetro!!)

E invece amore a prima vista quando in un gruppo Facebook vedo una ricetta per dei burger di teff che han lo steso identico aspetto dei burger di origine animale! Perché se col sapore si può ben competere quando si presentano degli ottimi piatti vegani, spesso si resta intrappolati dall’effetto estetico!! Ovvero, se presento un burger di piselli e ceci, per ottimo che sia, richiama un po’ l’assenza dell’hamburger, e chi è cresciuto vedendosi presentare carne ogni giorno della vita una certa nostalgia la può pur provare no?). Detto fatto, all’opera! Con un ottimo risultato. La consistenza però ha più a che vedere con una polentina alla piastra…voglio sperimentare ancora per rendere anche la consistenza un po’ più sfiziosa, ma per il momento come ricetta base per una cena questa è già molto soddisfacente.

ricette_hamburger_teff

Ingredienti:

  • 1/2 tazza di teff, da cuocere in 1 tazza e 1/2 di acqua per 15 minuti (consistenza di polenta) e lasciato raffreddare (mescolarlo di tanto in tanto).
  • 2 patate bollite medie, lasciate raffreddare e passate allo schiacciapatate
  • 1 cucchiaio di amido di mais (maizena)
  • Sale e spezie (io tipo bovis/salarom, ma voglio perfezionare)

Unire il tutto, creare palline, schiacchiarle per formare i burger e cuocere in padella (con filino d’olio) per creare la doratura. Considerare infatti che tutto è già cotto a parte l’amido di mais.

Frollini senza glutine 0.1

ricette_biscotti_s_glutine

Dosi per una teglia di biscotti (una ventina?!):

  • 100g farina di mais fioretto
  • 50g amido di riso
  • 8g (1/2 bustina) lievito al cremor tartaro

Unire questi ingredienti in una ciotola.

Col minipimer unire a parte questi ingredienti:

  • 60g latte vegetale (io lo avevo di riso)
  • 50g olio di mais (io lo avevo di riso)
  • 80g burro di arachidi (ovviamente se ne sentirà il sapore…proverò altre versioni con crema di nocciole)
  • un pizzichino di sale

Dopo aver frullato un po’ aggiungere:

  • 40g Mascobado (la ricetta prevedeva 70g di zucchero, ne ho messi 40g perché il latte di riso è dolce, perché il Mascobado a parer mio dolcifica di più, e perché non amo troppo zucchero)

La ricetta prevedeva gocce di cioccolato ma avevo solo uvette, ne ho messo una manciata ammollate per 10 minuti.

Unire la crema ottenuta col minipimer ai solidi, lavorare a mano, creare una palla da far raffreddare in frigo per mezz’ora.

COTTURA: forno statico 180° per 8 minuti, poi lasciar raffreddare prima di consumare.

La sensazione tattile e ottica che ho usato per gestire la cottura è stata proprio come quella per i frollini: appena usciti dal forno sono ancora “morbidi” e relativamente pallidi, e raffreddandosi risulteranno friabili. Stupore al primo morso…consistenza da 10 e lode!

Consapevolezza!

Penso che questo sia il primo vero cibo che mangio con vera consapevolezza, e il primo vero piatto che sento preparato con amore dalla ricerca degli ingredienti alla ricetta di preparazione, e donato con amore per la gioia di condividere le cose belle e sane: “semplice” crema di riso e cavolo fiolaro, ricevuta in regalo “per assaggiarla” (in realtà porzione per farci pranzo…quindi regalo di cuore, vero e proprio!), e fatta con Amore. La prima volta in cui mangio qualcosa con la lentezza che merita il cibo, godendo in un sol momento del gusto, del nutrimento vero, dell’amore e della gratitudine. Quanto, quanto, quanto!!! Da una “semplice” crema di riso!!! ❤

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CREMA DI RISO

Stracuocere il riso integrale … ok… vedi immagine perché sembra semplice ma in realtà ha il suo perché! E fa molto, molto molto bene! E…illuminazione: secondo me ha la stessa consistenza e gusto della besciamella…che ideoneeeee!!! 😀

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Semplicemente…GRAZIE!

21112014Gli impegni degli ultimi mesi non sono stati da poco. Gli stress nemmeno. Ho praticamente perso la stagione dei melograni e dell’uva, non son riuscita a vivere un’estate come avrei desiderato (da un punto di vista di alimentazione ma in realtà nemmeno da un punto di vista relazionale-emotivo…o forse si? Vabbè, sarebbe un altro discorsone). Però i cachi non potevo proprio lasciarmeli scappare. Ne vedo in quantità incredibile in giro per le strade, diventano rossi e ancora nessuno li ha presi. E la mia stupenda dirimpettaia ha chiesto a una sua amica se potevo prenderne dall’albero del loro condominio, e così ieri son riuscita a fare spesa. E ho dovuto scrivere questo post per un immenso senso di gratitudine, sia per i cachi ma soprattutto per le relazioni che ci son state nel mezzo.

Quindi semplicemente…GRAZIE!!!!!!!

Attenderò con l’acquolina in bocca la loro maturazione, ma non ci vorrà molto, alcuni sono già belli rossi!!!

crostata alla Joyce!

Joyce è una ragazza carissima che ho conosciuto l’anno scorso. E’ mamma di due bimbi, ha un blog di cucina che mi piace un sacco, e che ogni tanto torno a sbirciare. Ed ecco che ho trovato la ricetta per la pastiera napoletana versione veg, e sapendo che la pastiera ha come base la frolla…perché non provare a farci una crostata? Speriamo venga buona! E sennò vorrà dire che farò la brava bimba e seguirò la ricetta della pastiera (che poi, credo proprio che anche Joyce abbia fatto una crostata, ma ispirata da quella ricetta non mi son nemmeno messa a cercare la crostata nel suo sito. Poi però ho cercato, e le crostate che ho trovato contenevano il lievito, io invece cercavo proprio una frolla senza agenti lievitanti, e la base della pastiera sembra perfetta. Vedremo come andrà!

Fonte: http://www.mygreenfood.it/pastiera-napoletana-veg/

Nespole giapponesi

Meritano un post nonostante non abbia fatto la foto dal vivo.

nespole

Ieri ho potuto assaggiare per la prima volta una nespola!!! La donna che ce le ha portate ha detto che si chiamano “nespole giapponesi” e  un signore che c’era lì ha anche detto di averne delle piantine cresciute spontaneamente vicino ai suoi alberi, e che gli farebbe piacere “disfarsene” senza buttarle. Evviva, magari riuscirò finalmente a trovare un posto in giardino per un albero da frutto!

Comunque hanno un sapore davvero particolare. Ti aspetti una prugna, o forse un po’ una pesca, e invece sembrano quasi delle grandi giliegie in quanto a consistenza. Queste erano gialle, il sapore non saprei ben definirlo…si sentiva il tipico sapore dei frutti da vitamina C, insieme a quel qualcosa, appunto, da ciliegia. Beh, BUONE!!! 🙂