Consapevolezza!

Penso che questo sia il primo vero cibo che mangio con vera consapevolezza, e il primo vero piatto che sento preparato con amore dalla ricerca degli ingredienti alla ricetta di preparazione, e donato con amore per la gioia di condividere le cose belle e sane: “semplice” crema di riso e cavolo fiolaro, ricevuta in regalo “per assaggiarla” (in realtà porzione per farci pranzo…quindi regalo di cuore, vero e proprio!), e fatta con Amore. La prima volta in cui mangio qualcosa con la lentezza che merita il cibo, godendo in un sol momento del gusto, del nutrimento vero, dell’amore e della gratitudine. Quanto, quanto, quanto!!! Da una “semplice” crema di riso!!!❤

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CREMA DI RISO

Stracuocere il riso integrale … ok… vedi immagine perché sembra semplice ma in realtà ha il suo perché! E fa molto, molto molto bene! E…illuminazione: secondo me ha la stessa consistenza e gusto della besciamella…che ideoneeeee!!!😀

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Semplicemente…GRAZIE!

21112014Gli impegni degli ultimi mesi non sono stati da poco. Gli stress nemmeno. Ho praticamente perso la stagione dei melograni e dell’uva, non son riuscita a vivere un’estate come avrei desiderato (da un punto di vista di alimentazione ma in realtà nemmeno da un punto di vista relazionale-emotivo…o forse si? Vabbè, sarebbe un altro discorsone). Però i cachi non potevo proprio lasciarmeli scappare. Ne vedo in quantità incredibile in giro per le strade, diventano rossi e ancora nessuno li ha presi. E la mia stupenda dirimpettaia ha chiesto a una sua amica se potevo prenderne dall’albero del loro condominio, e così ieri son riuscita a fare spesa. E ho dovuto scrivere questo post per un immenso senso di gratitudine, sia per i cachi ma soprattutto per le relazioni che ci son state nel mezzo.

Quindi semplicemente…GRAZIE!!!!!!!

Attenderò con l’acquolina in bocca la loro maturazione, ma non ci vorrà molto, alcuni sono già belli rossi!!!

crostata alla Joyce!

Joyce è una ragazza carissima che ho conosciuto l’anno scorso. E’ mamma di due bimbi, ha un blog di cucina che mi piace un sacco, e che ogni tanto torno a sbirciare. Ed ecco che ho trovato la ricetta per la pastiera napoletana versione veg, e sapendo che la pastiera ha come base la frolla…perché non provare a farci una crostata? Speriamo venga buona! E sennò vorrà dire che farò la brava bimba e seguirò la ricetta della pastiera (che poi, credo proprio che anche Joyce abbia fatto una crostata, ma ispirata da quella ricetta non mi son nemmeno messa a cercare la crostata nel suo sito. Poi però ho cercato, e le crostate che ho trovato contenevano il lievito, io invece cercavo proprio una frolla senza agenti lievitanti, e la base della pastiera sembra perfetta. Vedremo come andrà!

Fonte: http://www.mygreenfood.it/pastiera-napoletana-veg/

Nespole giapponesi

Meritano un post nonostante non abbia fatto la foto dal vivo.

nespole

Ieri ho potuto assaggiare per la prima volta una nespola!!! La donna che ce le ha portate ha detto che si chiamano “nespole giapponesi” e  un signore che c’era lì ha anche detto di averne delle piantine cresciute spontaneamente vicino ai suoi alberi, e che gli farebbe piacere “disfarsene” senza buttarle. Evviva, magari riuscirò finalmente a trovare un posto in giardino per un albero da frutto!

Comunque hanno un sapore davvero particolare. Ti aspetti una prugna, o forse un po’ una pesca, e invece sembrano quasi delle grandi giliegie in quanto a consistenza. Queste erano gialle, il sapore non saprei ben definirlo…si sentiva il tipico sapore dei frutti da vitamina C, insieme a quel qualcosa, appunto, da ciliegia. Beh, BUONE!!!🙂

Dopo tanto, un po’ di motivazione!

Bentornata voglia di cucinare, ne era passato di tempo! E, come i bambini, anche la mia voglia di cucinare apprezza sempre molto la gratitudine, la rumorosa “allegrezza” dello stare insieme a tavola, il sorriso spontaneo e gratuito che mostra la gioia di essere rientrati al proprio nido, e l’elegante stile inglese di saper valorizzare tutto, eventualmente optando per dei nobili eufemismi che pur facendo notare che una certa cosa non è al meglio di come potrebbe essere, pongono sempre l’accento sul positivo che c’è in ogni cosa.

E dopo un risotto con gli asparagi “a modo mio” (ovvero riso carnaroli integrale bollito a parte e poi crema fatta con asparagi, cipolla e patate -tutto al vapore- a occhio con proporzioni 4:2:1, o forse anche con più asparagi..), ecco che finalmente mi sono cimentata nella crostata vegan!!!

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Risultato ottimo come consistenza e tenuta della fetta, ma a parer mio l’olio extravergine d’oliva non è il più indicato. Sperimenterò con altri olii! E poi proverò a metterci una grattuggiatina di buccia di limone, come d’altronde si fa con le frolle “normali”. E poi ri-proverò con altri aromi, in base alla marmellata! Questa era con un vasetto da 250gr di marmellata di fragole e fragoline di bosco, e cotta in uno stampo da 24cm alla base.

Fonte: http://www.nonsprecare.it/ricetta-pasta-frolla-vegan

particolare fetta:

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Provata la versione con frolla “morbida” (l’autrice del blog ha la ricetta di Montersino). Fonte: http://laboratorioveg.altervista.org/blog/crostata-di-mele/ E questo è il risultato:

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In realtà questa è la seconda crostata, perché con queste dosi mi son venute alla fine 2 torte. La prima l’ho fatta con marmellata di mele, cannella e pinoli (ovvero marmellata “strudeliana”!!). Molto buona, ma impasto tenero…sembra di più una torta che una crostata. Quella in foto è stata fatta così: essendo morbida l’ho stesa su carta forno e poi con pellicola tra la pasta e il mattarello, e si lavorava benissimo. Altezza non più di mezzo centimetro a occhio…anzi, qualcosa meno. Ho cotto la base mezz’oretta scarsa a meno di 180° (era dorata), poi ho aggiunto la marmellata e il “coperchio” (cioè l’ultimo avanzo tirato fino, e ci avevo fatto anche delle decorazioni, ma essendo la pasta troppo morbida ho dovuto ribaltarla, e così son finite dalla parte della marmellata…!!! Beh, immaginavo sarebbe finita così, ma ho sfidato la sorte invece di darmi ascolto..😛 ). Il coperchio ha coperto anche il bordo della base, che sennò si sarebbe bruciato. Cotto ancora mezz’ora a circa 160-170° ed era pronta. Non la definirei ancora una crostata, ma era buona, e forse con la marmellata di ciliegie si sposa meglio. Perché con tutto quello zucchero, seppur integrale e di canna, viene comunque parecchio dolce!! (ah, zucchero integrale vero…non raffinato e colorato di caramello…e quello vero è bello umido, tende a impaccarsi e non è cristallino!) Proverò con malto di riso o con sciroppo d’agave. Resto poi dell’idea di voler provare a metterci un po’ di farina di riso per renderla friabile.

Altre versioni da provare in caso le modifiche alle versioni precedenti non funzionassero:

http://www.ariaincucina.com/2013/10/crostata-vegana-con-frolla-al-farro.html

http://giuseppedaniela.wordpress.com/2012/02/23/crostata-al-cioccolato-vegan/